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Assegno di Inclusione a Napoli: 13mila richieste, poco tempo per gestirle, l’ira degli assistenti sociali
La città di Napoli sta affrontando un’impennata di domande per l’Assegno di Inclusione, con oltre 13.000 domande caricate sulla piattaforma Gepi. Tali domande dovranno essere prese in carico dai 220 assistenti sociali del Comune. L’assessore alle Politiche Sociali, Luca Trapanese, ha sottolineato la necessità che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali intervenga affinché la decorrenza per la presa in carico parta dal momento del caricamento della domanda su Gepi e non dalla sottoscrizione del Patto di Adesione Digitale (Pad).
Si è tenuto un incontro di formazione sull’Assegno di Inclusione a Napoli con i tecnici della Banca Mondiale, i rappresentanti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e gli assistenti sociali comunali. L’amministrazione comunale di Napoli ha richiesto quest’incontro per affrontare le criticità nelle procedure della nuova misura dell’Assegno di Inclusione, con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra le istituzioni coinvolte.
L’assessore Trapanese ha riferito che la maggior parte delle domande per l’Assegno di Inclusione ha attivato il Pad a dicembre, ma le domande sono state caricate su Gepi solo la settimana scorsa. Pertanto, c’è poco tempo a disposizione per lavorare le pratiche e prendere in carico i beneficiari. Il problema principale è rappresentato dalle procedure tecniche che stanno creando ritardi e sovraccaricando gli assistenti sociali.
Il carico di lavoro aggiuntivo per gli assistenti sociali, che si occupano già di molte altre attività, costituisce un primo problema. Inoltre, il tempo a disposizione è limitato, con soli 120 giorni per contattare le famiglie beneficiarie e fare la presa in carico. Infine, si pone la questione di cosa accadrà dopo la presa in carico prima della firma del Patto di Inclusione. La data limite dei 120 giorni è cruciale, in quanto in caso di mancata presa in carico scatta la sospensione dell’assegno.
La richiesta dell’assessore Trapanese al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è che la decorrenza dei 120 giorni per la presa in carico parta dal momento del caricamento della domanda su Gepi e non dalla sottoscrizione del Pad, affinché sia possibile gestire le pratiche in modo efficace.
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Aggressione con coltello nei pressi della stazione centrale, arrestati due individui
Un tragico evento ha sconvolto la notte di Napoli: un cittadino del Gambia è stato gravemente ferito durante un litigio in via Nazionale, nei pressi di piazza Garibaldi. Purtroppo, l’uomo è morto poco dopo a seguito delle ferite riportate.
Dettagli sull’omicidio
Secondo i primi rapporti, un uomo è stato ucciso nella notte a coltellate in via Nazionale, nel cuore di Napoli, tra piazza Nazionale e la stazione centrale. La Polizia di Stato è rapidamente intervenuta e ha intercettato due persone sospettate di essere coinvolte nell’omicidio. Attualmente, la posizione dei sospettati è al vaglio degli inquirenti.
Ipotesi sulla dinamica del delitto
Dalle prime ricostruzioni sembra che l’omicidio sia avvenuto durante una lite tra cittadini extracomunitari. La vittima, originaria del Gambia, è deceduta poco dopo l’aggressione. Gli agenti sono intervenuti a seguito di una segnalazione riguardante un ferimento conseguente a una disputa, ma purtroppo non sono riusciti a salvare l’uomo.
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Bambina di 8 anni deceduta a Giugliano
Grave incidente stradale a Giugliano in Campania, Napoli, lungo la Domitiana: una Smart con a bordo 4 persone, una donna, le sue due figlie minorenni e un uomo, si è ribaltata. Una bambina di 8 anni è deceduta, mentre sua sorella di 16 anni è rimasta ferita.
Dettagli dell’incidente
Questa mattina, una tragica fatalità si è verificata a Giugliano in Campania, provincia di Napoli. I quattro, a bordo di una Smart Fortwo, stavano percorrendo la Domitiana quando l’auto, per ragioni ancora sconosciute, si è ribaltata. Nell’auto c’erano quattro persone: la bambina di otto anni, che è morta sul colpo, sua sorella di 16 anni, che è stata portata in ospedale con sospette fratture, la madre, anch’essa trasportata immediatamente al Pronto Soccorso e ricoverata in osservazione, e il compagno della madre, che guidava la vettura, riportando solo lievi escoriazioni.
Il tratto stradale è stato chiuso temporaneamente per permettere i rilievi e il successivo ripristino della carreggiata. Sul luogo del sinistro sono intervenuti prontamente i carabinieri per effettuare gli accertamenti necessari.
Interventi d’emergenza
Dopo l’incidente, il soccorso è stato tempestivo. Le autorità hanno subito chiuso il tratto stradale colpito per garantire l’accessibilità alle squadre di emergenza e ai mezzi di ripristino della carreggiata. I carabinieri si sono impegnati a raccogliere tutte le informazioni necessarie per determinare le cause dell’incidente e per garantire la sicurezza della zona.
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Inchieste su 30 anziani assistiti da Mario Eutizia
Mario Eutizia, un uomo di 47 anni, ha confessato l’omicidio di quattro anziani che erano sotto la sua cura. Rimane in carcere con la dichiarazione: “Mi sono consegnato per essere aiutato a non uccidere”. Le indagini ora si estendono su circa 30 anziani che ha accudito negli ultimi dieci anni.
Confessione del Reoconfesso
Mario Eutizia, originario di Napoli, è stato arrestato dai carabinieri del nucleo radiomobile di Caserta dopo l’inizio delle indagini sulle sue dichiarazioni. L’uomo ha confessato di aver ucciso quattro anziani, dichiarando che il suo intento era quello di “alleviare le sofferenze” di coloro che aveva in cura. Secondo le dichiarazioni del pm, Eutizia si sente come un “angelo della morte”, qualcuno che trova una sorta di realizzazione nel togliere la vita a persone sofferenti.
I primi due omicidi recenti riguardano Gerardo Chintemi, deceduto a Vibonati lo scorso marzo, e Luigi Di Marzo, morto a Casoria nel dicembre 2023. I restanti due omicidi, che risalgono a circa dieci anni fa, sono avvenuti a Latina, ma mancano dettagli più specifici.
Dettagli dell’arresto e delle dichiarazioni
Eutizia, dopo aver confessato, è stato trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. L’uomo ha spiegato di essersi consegnato volontariamente con l’intento di ricevere aiuto per “non uccidere più”. Accompagnato dai suoi avvocati, ha rivelato che prima di costituirsi è rimasto senza un posto dove andare e ha trascorso due giorni su una panchina a piazza Carlo Terzo a Napoli.
Il legale di Eutizia, Gennaro Romano, ha dichiarato che il suo assistito è una persona fragile e affetta da gravi patologie, scoperte dopo un’operazione a seguito di un infarto durante un soggiorno lavorativo in Georgia. Anche se le sue azioni sono state tragiche, non è emersa una volontà omicidiaria, bensì un atto di quello che lui definisce “pietas”.
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