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Rissa post gol, 3 finiscono in ospedale Caserta per incidente a Casapesenna
Rissa durante la finale playoff di Prima Categoria
Una violenta rissa in campo a Casapesenna, nel casertano, durante una gara di calcio si è conclusa con tre persone in ospedale. La vicenda è accaduta durante il match tra i padroni di casa e il Mondragone City, impegnati nella finale playoff del campionato di Prima Categoria. La partita è stata sospesa, e sulla vicenda indagano ora gli agenti della Polizia di Stato della Questura di Caserta, per accertare cause e responsabilità.
Foto di Francesco Lavanga, sindaco di Mondragone
Il casus belli sarebbe avvenuto dopo il secondo gol dei padroni di casa: secondo la versione del Mondragone, i padroni di casa se la sarebbero presa con il guardalinee forse per un fuorigioco segnalato, e sarebbe scattata la rissa con gli arbitri prima e con i giocatori avversari dopo. “Non è possibile andare a giocare una partita di calcio e ritrovarsi con ragazzi colpiti alla testa e al volto che sono stati medicati e portati in ospedale”, ha spiegato in un video il Mondragone City subito dopo la gara. Il bilancio finale sarebbe di tre feriti portati in ospedale.
Dichiarazioni del sindaco di Mondragone
“Voglio esprimere la mia vicinanza e quella dell’intera Amministrazione al Presidente Alfredo Campoli e a tutta la nostra squadra di calcio del Mondragone City che purtroppo è stata vittima di una brutta pagina di sport”, ha spiegato il sindaco mondragonese Francesco Lavanga, aggiungendo: “Il calcio è unione, passione e gioco. Deve essere inteso come strumento per costruire e non per distruggere. Purtroppo però non è sempre così. Questo pomeriggio (sabato 4 maggio, ndr) infatti i nostri ragazzi sono stati aggrediti a Casapesenna mentre erano in campo a giocare la finale playoff contro i padroni di casa, certamente non un’accoglienza ideale per chi ama veramente questo sport. Saranno accertate le responsabilità da parte delle Autorità preposte ma è importante ribadire che simili episodi devono essere sempre condannati con forza e soprattutto devono essere respinti da parte di tutti. I nostri ragazzi oggi hanno lottato in campo e hanno cercato di rappresentare l’essenza dello sport che è agonismo e mai violenza”, ha concluso Lavanga.
Rissa tra genitori durante la partita del Calcio Napoli under 16: uomo in ospedale con il naso rotto
Non è di questo avviso però il Casapesenna Calcio, che in una nota ha dato la propria versione dei fatti, fornendo una versione diversa di quanto accaduto:
In merito alla sospensione della partita di ieri tra Casapesenna e Mondragone City, finale play off di prima categoria, vogliamo fare un po’ di chiarezza: al minuto 13′ del primo tempo supplementare il Casapesenna con una splendida ripartenza segnava il 2 a 0. Nei festeggiamenti per la realizzazione del gol venivano fortuitamente a contatto il mister locale e l’assistente di linea, il quale subito richiamava l’attenzione dell’arbitro per fare espellere l’allenatore. Da quel momento dalla panchina del Mondragone si alzavano diversi dirigenti e calciatori che con fare minaccioso si avvicinavano al guardalinee credendo che avesse segnalato qualche irregolarità nel gol appena realizzato (si trattava del secondo assistente, quindi nell’ altra metà campo e non era di sua competenza segnalare eventualmente il fuorigioco come volevano gli ospiti). In particolare il numero 8 del Mondragone si avvicinava alla panchina locale con atteggiamenti non proprio amichevoli scatenando una rissa e provocando la sospensione della partita.
Ora la palla passa, virtualmente, alla terna arbitrale: il Giudice Sportivo si esprimerà in base al referto arbitrale, mentre la Polizia di Stato sta raccogliendo tutti gli elementi del caso e non è escluso che possano arrivare Daspo da una parte e squalifiche dall’altra una volta che saranno accertati i fatti.
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Aggressione con coltello nei pressi della stazione centrale, arrestati due individui
Un tragico evento ha sconvolto la notte di Napoli: un cittadino del Gambia è stato gravemente ferito durante un litigio in via Nazionale, nei pressi di piazza Garibaldi. Purtroppo, l’uomo è morto poco dopo a seguito delle ferite riportate.
Dettagli sull’omicidio
Secondo i primi rapporti, un uomo è stato ucciso nella notte a coltellate in via Nazionale, nel cuore di Napoli, tra piazza Nazionale e la stazione centrale. La Polizia di Stato è rapidamente intervenuta e ha intercettato due persone sospettate di essere coinvolte nell’omicidio. Attualmente, la posizione dei sospettati è al vaglio degli inquirenti.
Ipotesi sulla dinamica del delitto
Dalle prime ricostruzioni sembra che l’omicidio sia avvenuto durante una lite tra cittadini extracomunitari. La vittima, originaria del Gambia, è deceduta poco dopo l’aggressione. Gli agenti sono intervenuti a seguito di una segnalazione riguardante un ferimento conseguente a una disputa, ma purtroppo non sono riusciti a salvare l’uomo.
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Bambina di 8 anni deceduta a Giugliano
Grave incidente stradale a Giugliano in Campania, Napoli, lungo la Domitiana: una Smart con a bordo 4 persone, una donna, le sue due figlie minorenni e un uomo, si è ribaltata. Una bambina di 8 anni è deceduta, mentre sua sorella di 16 anni è rimasta ferita.
Dettagli dell’incidente
Questa mattina, una tragica fatalità si è verificata a Giugliano in Campania, provincia di Napoli. I quattro, a bordo di una Smart Fortwo, stavano percorrendo la Domitiana quando l’auto, per ragioni ancora sconosciute, si è ribaltata. Nell’auto c’erano quattro persone: la bambina di otto anni, che è morta sul colpo, sua sorella di 16 anni, che è stata portata in ospedale con sospette fratture, la madre, anch’essa trasportata immediatamente al Pronto Soccorso e ricoverata in osservazione, e il compagno della madre, che guidava la vettura, riportando solo lievi escoriazioni.
Il tratto stradale è stato chiuso temporaneamente per permettere i rilievi e il successivo ripristino della carreggiata. Sul luogo del sinistro sono intervenuti prontamente i carabinieri per effettuare gli accertamenti necessari.
Interventi d’emergenza
Dopo l’incidente, il soccorso è stato tempestivo. Le autorità hanno subito chiuso il tratto stradale colpito per garantire l’accessibilità alle squadre di emergenza e ai mezzi di ripristino della carreggiata. I carabinieri si sono impegnati a raccogliere tutte le informazioni necessarie per determinare le cause dell’incidente e per garantire la sicurezza della zona.
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Inchieste su 30 anziani assistiti da Mario Eutizia
Mario Eutizia, un uomo di 47 anni, ha confessato l’omicidio di quattro anziani che erano sotto la sua cura. Rimane in carcere con la dichiarazione: “Mi sono consegnato per essere aiutato a non uccidere”. Le indagini ora si estendono su circa 30 anziani che ha accudito negli ultimi dieci anni.
Confessione del Reoconfesso
Mario Eutizia, originario di Napoli, è stato arrestato dai carabinieri del nucleo radiomobile di Caserta dopo l’inizio delle indagini sulle sue dichiarazioni. L’uomo ha confessato di aver ucciso quattro anziani, dichiarando che il suo intento era quello di “alleviare le sofferenze” di coloro che aveva in cura. Secondo le dichiarazioni del pm, Eutizia si sente come un “angelo della morte”, qualcuno che trova una sorta di realizzazione nel togliere la vita a persone sofferenti.
I primi due omicidi recenti riguardano Gerardo Chintemi, deceduto a Vibonati lo scorso marzo, e Luigi Di Marzo, morto a Casoria nel dicembre 2023. I restanti due omicidi, che risalgono a circa dieci anni fa, sono avvenuti a Latina, ma mancano dettagli più specifici.
Dettagli dell’arresto e delle dichiarazioni
Eutizia, dopo aver confessato, è stato trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. L’uomo ha spiegato di essersi consegnato volontariamente con l’intento di ricevere aiuto per “non uccidere più”. Accompagnato dai suoi avvocati, ha rivelato che prima di costituirsi è rimasto senza un posto dove andare e ha trascorso due giorni su una panchina a piazza Carlo Terzo a Napoli.
Il legale di Eutizia, Gennaro Romano, ha dichiarato che il suo assistito è una persona fragile e affetta da gravi patologie, scoperte dopo un’operazione a seguito di un infarto durante un soggiorno lavorativo in Georgia. Anche se le sue azioni sono state tragiche, non è emersa una volontà omicidiaria, bensì un atto di quello che lui definisce “pietas”.
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